Sicilia Day 6 – Noto – Pachino e Marzamemi

Dopo una domenica di meritato ma al tempo stesso faticoso riposo, faticoso nel senso che è stata dura stare lontano dai pedali, decido di innaugurare la nuova settimana con un giro di quelli seri.

Sveglia come consuetudine alle 6, anche questa volta senza troppa difficoltà, mi vesto come sempre seguendo le regole del bikeporn, monto in sella e inizio a mulinare in direzione Noto.

Superata Avola spingo la bici in direzione nord verso Noto, una tra le città più belle di questa fantastica isola. La strada attraversa delle zone completamente deserte, intorno a me non ci sono case, negozi o strutture, nulla di tutto ciò, solo distese immense di terreni.

Dopo una piccola curva a destra la strada si apre tagliando in due la roccia. Non ho modo di vedere il mio viso, i miei occhi, ma posso sentire il mio cuore, posso captare le emozioni che si fanno sentire fino allo stomaco nel passare attraverso questo magnifico tratto di strada.

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Arrivo finalmente alle porte di Noto, la strada è completamente deserta, sono le 7.00 e i bar stanno aprendo ora, ricordandomi che qui i ritmi sono molto meno frenetici.

Pronti via ed è già ora di salire di quota, non molta a dire il vero, ma quanto basta per vedere le pendenze avvicinarsi al 9%. La strada si inerpica per circa 3 km prima di rimettersi in piano ed entrare nel centro della città di Noto, percorrendo anche brevi tratti di pavè molto disconnesso, talmente tanto da dover sollevarmi dalla sella per evitare uno shakeramento a chiappe e gioielli di famiglia, che non è mai piacevole.

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La vista lungo la salita è come sempre da togliere il fiato. Alla mia sinistra si vede il mare, e grazie alla giornata si può scorgere fino alla città di Avola. Salito fino al centro di Noto lo attraverso, purtroppo il tratto di strada non è tra i migliori visti, per fortuna però le auto che transitano lungo la strada sono poche.

La bellezza di questa città è a clamorosa, dalla quota si vedono le tante cupole delle tante chiese che sorgono lungo il territorio, mentre pedalo penso di non avere mai visto cosi tante chiese in cosi pochi metri.

Passo attraverso il centro, spingendo la bici sempre in direzione nord, una volta uscito dalla città oltrepasso la riserva di Vendicari fino ad arrivare ad un bivio. Scorgo con lo sguardo il cartello che indica la direzione per raggiungere Pachino, a questo punto accade qualcosa che ho già vissuto in passato, accade che a decidere dove andare è il cuore, svolto a sinistra aggrappandomi al manubrio della bici e aumentando la frequenza della pedalata viaggiando lungo la strada. Spostando lo sguardo a sinistra si vede ancora Noto in tutta la sua magnificenza.

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Proseguo lungo la strada, senza mai incrociare nessuno, lungo il percorso solo campi e pecore, con il sole che inzia a farsi sentire. La strada sale e scende in continuazione, facendomi collezionare dislivello in poco tempo, è un mangia e bevi continuo, la fatica dei brevi strappi e l’adrenalina della discesa secca seppur corta. Arrivo finalmene a Pachino, è tempo di un caffè e anche di fare il pieno di acqua.

Rimonto in sella dopo la breve pausa ed è ora di tornare verso casa, ma ad un bivio risuccede ancora una volta che il cuore prenda il sopravvento, che lo sguardo incroci in fonto alla strada il mare, che gli occhi scorgano il cartello che indica la direzione per la città di Marzamemi. La bici da sola decide di seguire quel cartello, decide che non è ancora il momento di rientrare verso casa. Mi lancio verso il lungo mare, la via che porta fino a li è leggermente in discesa la percorro fino in fondo, fino a incontrare il porto e la marina dove decido di concedermi una nuova pausa, questa volta con tanto di banana al seguito.

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Salto di nuovo sulla bici e riprendo a pedalare, cercando la strada per rientrare verso casa, la spiaggia si sta popolando di persone, avverto il profumo di creme solari, sento il rumore del mare e le voci delle persone sdraiate a godersi il sole e il relax. Mentre provo ad orientarmi ripenso a quanto accaduto, ripenso alla strada imboccata senza aver avuto modo di decidere realmente, ripenso a quanto ha fatto il cuore, è tutto così strano, assurdo, come lo è l’emozione che la bici sà regalarmi. Nel frattempo mi accorgo di essermi quasi perso, finendo in un tratto di strada completamente sterrato, un cartello mi aiuta, sono a San Lorenzo una frazione di Marzamemi, imbocco una via che mi riporta nel punto dove ero circa dieci minuti prima. Riprendo la strada fatta all’andata, tornando verso Noto, sempre con la testa che continua a pensare a quanto ha fatto il cuore. Faccio fatica a credere, faccio fatica a rendermene conto. Che emozioni che sà regalarmi la bici specie quando ci pedali con pensieri dolci e amorevoli.

Foto 13-08-18, 09 45 32 Finalmente arrivo al bivio per Pachino, tengo la destra proseguendo in direzione di Noto lungo la strada incontro Cesare un ragazzo di Alba con cui scambio un paio di chiacchiere. Pedalo dietro la sua scia per un paio di chilometri, poi gli dò il cambio aumentando la velocità. Mi racconta di essere in Sicilia da un paio di giorni, ma gli riesce difficile uscire con costanza. Quando gli dico che io riesco ad uscire tutti i santi giorni leggo sul suo volto una smorfia di gelosia sana, lui per via degli impegni familiari non può e quando riesce ad uscire si gode al massimo quelle due ore di libertà. Ha una gran gamba, me ne rendo conto quando affrontiamo uno strappo prima della rotonda che porta ad Avola. La strada sale decisa, mi alzo sui pedali provando a tenere la sua ruota, sento le gambe bruciare e il battito del cuore farsi sempre più veloce, perdo contatto con Cesare che molto gentilmente alla fine dello strappo è li ad aspettarmi. Facciamo insieme ancora circa 5 chilometri di strada poi le nostra strade si dividono, lui prende la via che si apre alla mia sinistra e che porta al Lido di Noto, io proseguo dritto verso Avola.

Ripasso nuovamente in quel tratto di strada che taglia le rocce, nonostante ci fossi passato questa mattina l’emozione è sempre la stessa, non importa se ero preparato, a certe viste non riesco a non emozionarmi.

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Mancano circa una dozzina di chilometri ad Avola, provo a farli a tutta  nonostante la stanchezza, nonostante il caldo e nonoste il traffico di auto. Arrivato ad Avola vorrei percorrere il lungomare allungando il giro, ma le gambe non sono dello stesso parere e la voglia di una bella birra fresca e di una doccia mi fanno subito cambiare idea.

Un bel giro, davvero divertente, davvero emozionante. Questa parte di Sicilia rispetto alla zona di Cefalù e delle Madonie che mi ha ospitato la settimana prima, è meno ricca di montagne e salite, ma è sempre decisamente meravigliosa, e poi oggi ho avuto nuovamente la riprova che al cuor non si comanda, neppure quando pedali.

 

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