Piccolo Stelvio

Domenica mattina, la sveglia suona alle 6.45, il programma prevede un giretto da 80/90 km con un po di ripetute in salita ma, come sempre più spesso accade, per alzarmi impiego una vita, così la sveglia ha tutto il tempo di squillare altre cinque volte, ricordandomi che forse dovrei alzarmi e andare a fare colazione. La faccia però affonda nel cuscino e non immaginate quanto sia per me difficile spostarmi da una cosi comoda e dolce posizione. Alla fine mi faccio forza, mi alzo e via di colazione.

Il cielo non è dei migliori ma tecnicamente non dovrebbe piovere, ovviamente non mi fido più da tempo immemore dei metereologi quindi mantellina antipioggia nella tasca posteriore, barrette, gellini, banana (immancabile come sempre) e si può partire.

La destinazione è la provincia di Varese, per la precisione Castiglione Olona dove sorge a mio parere uno degli strappi migliori per fare ripetute. La salita in questione si chiama Piccolo Stelvio. Il nome deriva dalla incredibile somiglianza nei tornanti e nelle pendenze, per mia fortuna, la lunghezza della salita è ben minore del suo omonimo passo carrozzabile. La salita di oggi, misura meno di 3 km e si può tranquillamente dividire in due tronconi, il primo con pendenze che spaziano dal 9 al 18%, mentre la seconda dopo circa 60 metri di falso piano sale dritta fino a Morrazzone con pendenze che arrivano a toccare anche il 20%.

La prima parte del giro è sempre il solito piattone, qualche piccolissimo strappo ma di pendenze vere fino a Castiglione Olona non ce ne sono. Mentre pedalo lungo la SS233 conosciuta anche con il nome “La varesina” mi accorgo che fatico a prendere velocità, pedalo a 98 rpm ma non supero i 30 km/h, mi domando il perchè, il eppure la catena è sul 54 cerco di capire se la bici non ha per caso qualche problema e anche dopo una velocissima sosta sembra tutto ok.

Arrivo a Castiglione Olona e come sempre mi fermo al Garden Bar per un caffè. Ne approfitto per verificare nuovamente se la bici è in ordine o se presenta qualche problemino meccanico, si lo sò, sono un fottuto maniaco per queste cose. Anche dopo il secondo controllo La Mya è tutta in ordine, quindi sono io che sono più paracarro del solito, concetto a cui penso per una buona decina di minuti, incluso il tempo mentre mi godo il mio espresso al banco.

Foto 20-05-18, 10 16 55Foto 20-05-18, 10 21 54

Pausa finita, rimonto in sella e riprendo a macinare chilometri. Arrivo al semaforo di Via Volta e svolto a sinistra per raggiungere la salita del Piccolo Stelvio, nel frattempo inizio ad avvertire le prime goccioline di pioggia, prego affinchè non peggiori e non mi debba subire un nubifragio. Mentre attraverso il centro storico di Castiglione Olona lanciando la bici sul pavè, penso che potrei provare ad attaccare la salita dall’altro versante, quello per intenderci che porta a Lozza, dal lato in cui fino ad oggi sono sempre sceso, l’ultima volta, meno di un mese fa, con Davide,  è stato lui a mettermi il grillo in testa di salire da questo versante. Sarà per questo motivo che, mentre comincio a spingere la bici su per la salita, dedico al buon Davide un paio di maledizioni. La strada è un muro, il ciclocomputer dice che siamo al 17% di pendenza, le gambe lo avvertono, mi alzo sui pedali per dare una spinta maggiore alla bici, il fondo della strada è bagnato e ricoperto da tantissimi petali di fiori caduti probabilmente con il temporale della notte, mentre spingo in piedi sui pedali avverto che la ruota posteriore fatica a tenere aderenza, mi risiedo, evitando possibili cadute, alleggerisco il rapporto di un dente e provo a salire regolare, ricorro allo zig-zag, perche la schiena poi..Foto 21-05-18, 17 30 35

Una volta domata la prima parte della salita, quella ufficialmente più dura proseguo lungo la strada che continua a salire, ma con pendenze meno cattive, meno faticose. Mentre salgo a colpi di pedalate mi sento come se stessi percorrendo una strada nuova, mai vista prima, la cosa è buffa, anzi buffissima perchè questa strada è stata percorsa dalle ruote della Mya almeno una trentina di volte, ma salendo per la prima volta dal lato in cui solitamente mi godevo la discesa la fa sembrare una strada completamente nuova, come mai percorsa prima.

Arrivo finalmente alla fine, ma è solo una pausa momentanea non è mica finita c’è da salire fino a Morrazzone, così di nuovo in piedi sui pedali per affrontare gli ultimi due tornanti, poi la discesa a tutta velocità fino a Lozza dove decido di riprendere la strada per Castiglione e ripercorrere nuovamente la salita ma questa volta dal versante solito. Una volta terminata prendo per il bivio che porta a Castelseprio dove mi attende un nuovo strappo, il muro di Torba, 1400 metri di salita al 15% una cosa da ordinaria amministrazione, non fosse che un ciclononno vestito di tutto punto da uomo Mapei decide di sfidarmi in fuga appena la strada comincia a salire.

Ora, non mi sono mai sentito un fenomeno sui pedali anzi, mi definiscono un paracarro mica per nulla, ma esiste una regola non scritta, se lanci la fuga, io ti vengo dietro e ti faccio sputare sangue. Così, mi attacco alla ruota del nonnino, che va detto ha gambe e polpacci che Greipel scansati, provo a tenere il suo ritmo, poi sul finire della salita quando mancano poco meno di 300 metri mi alzo sui pedali e comincio a spingere come se arrivato in cima alla salita ci fosse la maglia rosa ad attendermi, svernicio il nonno e vado a prendermi i punti del GMP. Quando la ruota della bici torna a scorrere in piano mi giro con la testa, dietro di me nessuna traccia del ciclononno, mi sento soddisfatto, ho battagliato e vinto.Foto 20-05-18, 11 16 48

Mentre pedalo verso casa, finalmente riuscendo anche a sviluppare un po di velocità, ripenso alla salita del Piccolo Stelvio, al nuovo lato in cui l’ho scalata, una sensazione strana, sembrava quasi una strada nuova, ripenso al giro ma sopratutto penso che sono le 11.20 e tra meno di un’ora mi aspettano ad una festa con tanto di parentado al gran completo, mi sa’ che devo sbrigrami altrimenti saranno cazziatoni a nastro.

Foto 20-05-18, 10 16 50 - Copia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

2 pensieri riguardo “Piccolo Stelvio

  1. Ciao faccio spesso quel giro …e qualcosa non mi torna….il piccolo stelvio con quelle pendenze ?….dai non scherziamo….la torba 1.8 km ? Sara’ si e no 500 metri

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    1. Ciao Massimo, in più di un’occasione il ciclo computer mi ha dato percentuali di pendenza tra il 15/18%. Per contro ad altri compagni di pedale dava pendenze tra il 12/15%. Probabilmente il mio ciclocomputer non è calibrato bene (ipotizzo).
      Per quanto riguarda la torba nel racconto è stato preso il segmento presente su Strava che misura 1400 metri. Hai ragione abbiamo preso 400 metri in più.. correggiamo al volo.

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